SENTI CHE BELLA STORIA CHE HO INVENTATO
Siamo
nel
E’
un paesetto ma è già molto famoso in tutto il mondo
greco.
Prima
di tutto fanno un ottimo vino, poi gli abitanti sono amanti dell’arte e poi c’è
un’altra ragione.
La
ragione è che ci abita Eudosso, il sapiente che è in
grado di misurare con precisione ogni cosa.
Eudosso è
geometra e topografo, misura, pesa, fa carte per i marinai e insomma tutti lo
chiamano, tutti lo invitano alle loro feste e vengono delegazioni di stranieri per incontrarlo.
Perché se
c’è un campo che il padre ha lasciato ai figli, devi dividerlo in parti uguali,
e se devi fare una strada devi fare un tracciato esatto e solo Eudosso è veramente preciso perché conosce benissimo la
geometria.
A
dire il vero Eudosso conosce anche un’altra cosa:
L’astronomia.
Stelle,
pianeti, costellazioni non hanno segreti per lui e spesso fa lunghi viaggi in
Egitto per incontrare dei sapienti astronomi come lui.
Un
giorno Eudosso riesce a stupire non solo i suoi
contemporanei ma anche i posteri con una invenzione
della quale ancora si parla ai nostri giorni.
Mostra
a tutti una sfera di metallo, cava, di circa sessanta
cm di diametro e con un anello per sospenderla appesa ad una corda.
La
superficie della sfera è ricoperta di puntini metallici, in rilievo, come un
alfabeto braille.
-
Ecco -dice Eudosso - questa sfera si appende all’albero della barca, i
puntini sono le stelle che ci sono in cielo, anche al
buio il nocchiero può passargli la mano su e riconoscere le stelle per
orientarsi.
Insomma
Eudosso aveva scoperto un sistema per la navigazione
notturna dove non ti puoi certo portare lanterne o carte che si ammollerebbero.
Una domanda
Ma
se si sentiva tanto il bisogno di un sistema di navigazione notturna
vuol dire che all’ epoca erano molti quelli che navigavano di notte. Quanti
erano?
Risposta
Nessuno.
Solo
intorno al 1100, con la bussola, qualcuno cominciò ad avventurarsi nel grande buio ( perché nel
Quindi
Eudosso era talmente bravo che riusciva a soddisfare bisogni prima che nascessero. Boh!
La
sua fama era all’apice, vennero anche dei poeti per
celebrarlo con le loro opere. Attenzione!
Perchè
un poeta di solito è ignorante delle cose tecniche e se te le deve spiegare
crede che tutti siano ignoranti come lui e quindi è pignolo, precisino
oltre il dovuto, quasi maniacale.
Se
vuoi tramandare una cosa tecnica, tu dai l’incarico ad
un poeta ed è fatta.
Per
spiegare il funzionamento di un martello ci impiega
trenta pagine, inutili per chi conosce l’oggetto, ma preziosissime per chi lo
ignora completamente.
Ecco
il punto importante.
Il
poeta Arato e un suo collega videro questa sfera e la descrissero da par loro,
in tutti i minimi particolari. Bravi.
Fine prima parte
Se fossi
cattivo interromperei il racconto, ma non si fa e io non sono cattivo.
Seconda parte
Ipparco è
il grande sapiente che tutti conoscono ma è anche
astronomo, un grande
astronomo
che tutti consultano. Siamo intorno al
Sfoglia, studia e inciampa sulla storia della
sfera di Eudosso che
frattanto, in tre secoli è già scomparsa.
-
Questi sono tutti matti, dice Ipparco, ora mi rileggo
meglio il Grande Arato, il più grande poeta, quindi il
più ignorante in fatto di tecnica e quindi il più pignolo.
Si
legge per bene cosa dice Arato sulla sfera di Eudosso.
I
racconti dei due poeti combaciano perfettamente e spiegano nei minimi
particolari l’invenzione a tal punto che Ipparco può
ricostruirla fedelmente.
- Questi sono tutti
matti, dice Ipparco, e spiega.
-
Insomma è una bella invenzione, ma non l’ha fatta Eudosso perchè nel 450 ( a.c.) non c’erano quelle stelle in
cielo, anzi, diciamo che non ne ha azzeccata una.
Le
stelle che sono su quella sfera non corrispondono
minimamente alla volta celeste che poteva vedere Eudosso.
Non
si poteva certo navigare con uno strumento come quello con le stelle tutte
sbagliate. Eudosso conosceva
benissimo le stelle, non avrebbe mai commesso tutti quegli errori. Quindi Eudosso non ha fatto lui la
sfera.
Sconcerto,
si appannava il grande mito ma Ipparco
era sicuro del fatto suo e in fatto di astronomia era un’autorità indiscussa.
Se ne parlò.
Se
ne parlò a lungo per secoli, anzi, per millenni.
Fine seconda parte
( e qui la malvagità potrebbe
riprendermi, potrei chiudere e invitarti a studiare l’argomento ma andiamo
avanti )
Terza parte
Anno 1976 d.c. Un’università scozzese è in
festa.
E’
arrivato il primo computer ( oddìo niente a che
vedere con quelli di adesso
ma funziona e ha anche due grandi schermi ).
Viene
assegnato alla facoltà di astronomia.
Il
Professor Oveden, fiero, decide di mostrare agli
allievi come funziona.
-
Divertiamoci un
po’, controlliamo se Ipparco diceva
la verità su Eudosso.
Sul
primo schermo compare la volta stellata come era
descritta sulla sfera.
Il
Professore riempie di dati il computer e sul secondo schermo gli appare invece
la volta celeste come doveva essere nel
-
Vedete? Dice il professore, Ipparco aveva
ragione.
La
sfera non rappresenta il cielo di quell’epoca.
Non
c’è una stella al suo posto. Se volete seguirmi faremo
un esperimento, vediamo se, nelle epoche precedenti è mai esistito un cielo
come quello descritto sulla sfera. Sarà un’operazione lunga e sono le 18, chi non ha tempo è autorizzato ad allontanarsi.
Non
si mosse una foglia. 40 Studenti e tutti decisi a non
mollare.
Il
Professore comincia a cliccare sulla tastiera, ogni
clic un secolo indietro nel tempo e dopo qualche minuto gli appare su uno
schermo la volta celeste del periodo.
Era
quasi mezzanotte quando, all’ultimo clic, a tutti
appare una volta
celeste
esattamente identica a quella rappresentata nello schermo affianco, quello
della sfera di Eudosso. Allora il cielo di quella
sfera era veramente esistito.
Guarda
la data e gli cascano le palle:
I
colleghi di Archeologia si disfano dalle risate.
Dal
loro punto di vista avevano anche ragione.
Nel
Litigi,
risse, ipotesi e una marea di chiacchiere.
Non
si chiarisce nulla fino a che...
Quarta parte
Anno
1989, stessa università inglese. Il professore Roy deve presentare
agli allievi il nuovo computer assegnato alla facoltà di astronomia.
Il
Professor Roy era proprio un ex allievo del professor Oveden.
Era
proprio uno di quei 40 studenti che erano rimasti inchiodati e affascinati in
quella lunga notte.
Ricorda
perfettamente la dimostrazione del Professore e annuncia:
- Il Professor Oveden dimostrò che la sfera fu costruita nel
Roy
cominciò a manovrare il computer tra l’attenzione generale.
Un’ora
dopo sul computer appare il mar Mediterraneo.
Una
fascia la attraversa, va dalla Spagna alla Turchia.
-
E’ in questa fascia che nel
Chiude qui il suo lavoro e passa la palla,
anzi la sfera, ai colleghi archeologi.
Dicono:
-
Assiri e Babilonesi sono troppo giovani, i Sumeri vanno bene ma odiavano
l’acqua, facevano tante storie per attraversare un fiume, figuriamoci se
navigavano di notte. Gli egizi sono troppo a sud della fascia e poi sono stati
sempre pessimi marinai. Ma soprattutto nessuno quattro millenni prima di cristo
faceva calcoli così precisi che ora sono confermati
dal computer.
E allora?
Fine quarta parte
( e potrei chiudere ecc. come sopra )
Il
Prof Roy non li fece impazzire più di tanto:
- A
Creta, la sfera può essere stata costruita solo a Creta.
E
allora tutti, tutti insieme, nello stesso momento,
rivolgono la loro attenzione non più alle cose che sanno ma a quelle che non
sanno della civiltà Minoica e di ciò che la precedette.
Forse
è spiegata la ragione per la quale la tecnologia che permise la costruzione
della sfera scomparve nel nulla ( Creta fu distrutta nel
Ma
questo, dicono gli studiosi,
apre enormi interrogativi sulla storia antica.
Si
tratta di rileggere “ in crescendo “ ogni cosa che sinora non si era capita e a Creta di cose che non si capiscono sono
veramente tante.
Questi
veramente navigavano anche di notte. Veramente avevano conoscenze tecniche
insospettabili, da noi, per l’epoca.
E poi:
1.
La terra del
labirinto ( il primo ),
2.
la terra del minotauro (
l’unico )
3.
la terra di due progettisti aeronautici ( Dedalo e Icaro
) che volano e che hanno il primo incidente aereo,
4.
una lingua che è tra le tre al mondo non ancora decifrate
5.
e poi mille strani utensili che si è sempre attribuiti
a oggettini di culto
E da oggi
c’è una cosa da correggere:
perchè
quando una cosa non la sai ( Creta ) la paragoni alla cosa più vicina
( civiltà
arcaiche ) Le civiltà arcaiche contemporanee erano poco più che pastori e
allora tu estendi quelle conoscenze a ciò che non conosci.
E’
un sistema mediante il quale, se conosci i tagliatori di teste delle Filippine
non potrai mai immaginare che esiste anche il Cern di
Ginevra o che si va nello spazio.
6.
E’ la terra dove
è stato trovato Il disco di Festo.
E’
stato ritrovato da archeologi italiani nei primi anni del novecento. E’ un
disco di terracotta con delle figurine poste a spirale su entrambe le facce.
Sono
figure che probabilmente sono un linguaggio sillabico sconosciuto
ma non sono disegnate, sono state stampate sulla creta fresca da
caratteri mobili.
Tu
credevi che la stampa a caratteri mobili fosse stata inventata da Guttemberg.
No.
E quei caratteri è stato appurato anche che erano
d’oro. Con caratteri d’oro non si stampa la lista della spesa
ma qualcosa che si ritiene importante.
Un
alfabeto composto da 41 figurine chiarissime e
misteriose.
Con
rappresentazioni di oggetti sconosciuti.
Adesso
è tutto da ristudiare, forse mirando più in alto.
Capire
se i cretesi del quarto millennio a.c. erano una civiltà molto evoluta, un Cern di Ginevra in un mondo di tagliatori di teste filippine.
Ma
se così fosse andrebbe in crisi un evoluzionismo
storico da sempre propugnato.
Fine della favoletta che naturalmente non ho inventato io,
è una storia vera, anzi è
Il
Cronista
Eltore Elica
Ne
voglio leggere un altro e clicco sull’ombrellone
Brutti
pallosi vi clicco e vado via